Porta Metronia


Poco distante da San Giovanni troviamo Porta Metronia. Per me e molti altri tifosi della Roma, questa Porta viene automaticamente associata al grande Capitano, è questa infatti la zona dove Francesco Totti è nato e ha imparato a dare i primi calci al pallone. Una canzone ce lo ricorda:” quel ragazzo di Porta Metronia…..”.

La storia legata ai nostri antenati ci narra di Porta Metronia (o Metrovia, dal nome di Metrovius che era il proprietario dei terreni limitrofi), una porta di secondaria importanza, tra le molte del perimetro delle Mura Aureliane.

Porta Metronia si trovava all’inizio della via che portava a Gabi e curiosamente oggi, facendo l’itinerario al contrario, cioè risalendo la Via Gallia, si arriva proprio a Via Gabi.

Le Mura Aureliane, che la comprendono, sono state fatte costruire dall’imperatore Aurelio dal 271 al 275 d.C. poiché le Mura Serviane non rispondevano più alle esigenze di difesa.

Le Mura Serviane che prendono il nome dal re Servio Tullio (VI secolo a.C.) vennero probabilmente fatte costruire, o modificate, per difendersi dagli assalti dei Galli e dalle popolazioni vicine (nel IV secolo a.C.). Dopo un periodo di incontestabile supremazia militare, i confini di Roma si portarono molto lontano dalla Città e quindi l’utilità delle vecchie mura venne meno.

Con il nuovo pericolo d’invasione da parte di popolazioni provenienti dal nord, l’Imperatore Aurelio fece costruire una nuova cinta muraria di circa 20 chilometri che conteneva 383 torri, oltre 7000 merli, 14 porte principali, 116 latrine e 2066 finestre esterne e comprendeva tra l’altro, Porta Tiburtina, Castro Pretorio, Porta Maggiore (dove convergevano i diversi acquedotti), l’Anfiteatro Castrense (dove oggi si trova la Piramide Cestia).

Le Mura Aureliane sono tuttora considerate come una delle più grandi testimonianze dell’abilità costruttiva dei nostri avi. Come già detto, Porta Metronia era una porta secondaria, la porta originale è oggi murata e si trova lateralmente alle due costruite di recente. La prima fu costruita durante il fascismo e la seconda nel dopoguerra, per rispondere alle esigenze che l‘aumento della popolazione nella zona aveva creato.

Il restauro fatto da Gregorio XIII (1572-1585) e quello precedente che risale al medioevo (nel 1157) sono ricordati da due targhe perfettamente conservate, situate al lato della porta.

Probabilmente la parola “marrana” è nata proprio in questa zona in quanto Porta Metronia venne utilizzata anche per consentire il passaggio dell’acqua “Mariana”, chiamata anche Marrana di San Giovanni, che papa Callisto II (1122) faceva arrivare da Squarciarelli (oggi si associa questa località al vino e non all’acqua). Successivamente il nome “marrana” venne dato a tutte le acque stagnanti.

Manlio Palocci