NO VAX E RESISTENZA

Negli ultimi tempi sono apparsi in Italia, sui media e in alcune manifestazioni pubbliche, e purtroppo sono stati ripresi in forma acritica, forse per scarsa conoscenza dei fatti, anche in alcuni giornali e social media svedesi, tentativi di avvicinamento dell’esperienza della Resistenza a quella del movimento no vax.

Vogliamo ricordare brevemente qual è stata l’esperienza del fascismo in Italia: all’inizio, attacchi e aggressioni alle Camere del Lavoro e alle sedi dei partiti operai, chiusura di tutti i partiti e organizzazioni sindacali e degli organi di stampa contrari al regime, creazione di un partito unico, abolizione del diritto di voto, persecuzione, incarcerazione, invio al confino e assassinio degli oppositori politici, confinamento delle donne al ruolo di procreatrici con la proibizione fatta loro di accedere a determinate carriere e professioni, approvazione, nel 1938, delle leggi speciali contro i cittadini italiani ebrei, sul modello di quelle vigenti in Germania, con conseguente aiuto fornito dalla polizia fascista per le deportazioni nei campi di lavoro in Germania, partecipazione al fianco della Germania nazista ad una guerra di aggressione che ha significato un numero ingente di morti, la
distruzione di gran parte del paese, le sofferenze indicibili di soldati mal equipaggiati mandati alla deriva, e infine, dopo l’8 settembre, con l’esercito nazista in casa, prima alleato e ora nemico occupante, la repressione violenta contro la resistenza nascente che ha implicato la persecuzione dei partigiani, definiti banditi, e dei civili che li aiutavano e massacri di civili in diverse parti d’Italia, (Marzabotto, le Fosse Ardeatine e molti altri) eseguiti dai nazisti con l’aiuto della polizia fascista.
La resistenza contro questo fu un fenomeno di massa unitario che si estese da comunisti a cattolici a monarchici e che culminò con la creazione di Comitati di Liberazione Nazionale, CNL, per avviare la ricostruzione del paese, il ritorno alla democrazia e la redazione di una nuova Costituzione.

E`storicamente, politicamente, culturalmente, moralmente inaccettabile, neppur lontanamente e da nessun punto di vista, fare un paragone tra i protagonisti della lotta di liberazione dal nazifascismo e l’attuale movimento di contestazione alla politica italiana di questi due anni nel contrasto alla pandemia, un paragone tanto più grave se viene fatto da uomini colti che dovrebbero conoscere il valore delle parole.

Circolo ANPI di Stoccolma