RIFORMA COSTITUZIONALE


Ad ottobre saremo tutte/i chiamati ad esprimerci su questa riforma, che sin dall’insediamento del nostro Governo, abbiamo definito come la madre di tutte le riforme perchè segna un radicale cambio di passo per il Paese, anche dal punto di vista istituzionale. 

Per la prima volta un Parlamento ha votato il ridimensionamento consistente di una sua parte. Nei numeri il Senato si riduce di due terzi e i senatori non percepiranno più nessun compenso. Questa riforma segna la fine del bicameralismo perfetto. Finiscono quei rimpalli delle proposte normative fra Camera e Senato che, non solo causavano sprechi di tempo e di energie, ma spesso sfociavano anche nella morte prematura di leggi di cui il Paese avrebbe avuto invece bisogno. Con il voto di oggi termina l’iter parlamentare della riforma costituzionale. Una modifica auspicata in Italia da oltre trent’anni, che solo pochi anni fa sarebbe stata impossibile da raggiungere.

La riforma che abbiamo appena approvato prevede anche il mantenimento della Circoscrizione estero, di cui si era invece spesso ventilata l’abolizione solo pochi anni fa. È confermata l’elezione per corrispondenza di 12 eletti all’estero presso la Camera dei Deputati, l’unica Camera chiamata a votare la fiducia al Governo e ad approvare la maggior parte delle leggi. Il Senato invece, sul modello di altri grandi Paesi europei, esce ridimensionato: diventa rappresentante degli enti locali e solo in pochi casi esercita il potere legislativo. È insomma una riforma che snellisce le istituzioni e mira a renderle più efficienti e meno costose. Adesso la parola spetta agli elettori, compresi gli italiani all’estero.

Da NewsLetter di Laura Garavini